Perché raramente somiglia a ciò che è davvero
Spesso la protesta si presenta come rabbia, freddezza o dramma costruito, invece che come ciò che è nel profondo: paura della disconnessione. Per questo capita spesso che entrambi non colgano ciò che si sta davvero comunicando.
Le forme più comuni
Scrivere più volte quando l'altro non risponde, ritirarsi in silenzio per suscitare preoccupazione, rispolverare vecchi rancori nel mezzo di un conflitto che non c'entra, mettere alla prova l'impegno del partner creando distanza ad arte: sono tutte versioni riconoscibili dello stesso segnale di fondo.
Perché tende a ritorcersi contro
Un comportamento mosso da un «ti prego, non andartene» viene spesso letto dall'altro come «sei troppo» oppure «mi stai punendo», e questo innesca proprio quel ritiro che la protesta cercava di evitare.
Cosa funziona al posto della protesta
Dire apertamente la paura, per esempio «ti ho sentito distante e ho paura che ci sia qualcosa che non va tra noi», permette di essere ascoltati molto più di qualsiasi segnale indiretto, anche se esporsi così a voce alta sembra molto più difficile.
Il comportamento di protesta è una risposta di attaccamento del tutto normale, non un difetto del carattere: nasce come modo per mantenere la vicinanza con chi si prendeva cura di noi nei primi anni di vita. Riconoscerlo nel momento in cui accade è ciò che permette di scegliere una risposta diversa, invece di recitare in automatico il vecchio copione.
Riconoscere lo schema in generale aiuta. Dare un nome al comportamento di protesta che hai usato più di recente, senza ancora andare alla paura che c'è sotto, solo il comportamento in sé, è la cosa più difficile da guardare, ma anche la più utile. Dai un nome a quel comportamento, in OLENRI