Perché un futuro poco chiaro finisce per essere riempito da uno brutto
La mente considera l'incertezza autentica come una questione lasciata in sospeso e tende a chiuderla con l'ipotesi emotivamente più a portata di mano, che di solito è negativa. Non perché l'esito negativo sia probabile, ma perché preoccuparsi dà la sensazione di stare facendo qualcosa.
La differenza tra pianificare e preoccuparsi
Pianificare significa individuare cosa faresti davvero se si verificasse uno scenario preciso, per poi metterlo da parte. Preoccuparsi, invece, rimette in scena quello scenario senza mai arrivare al passaggio del «e a quel punto farei questo»: ed è il segnale che non sta producendo nulla di utile.
Perché le rassicurazioni sul futuro non durano
Sentirsi dire «andrà probabilmente bene» può aiutare per un attimo, ma non regge all'incontro con la prossima incognita, perché l'ansia non riguarda davvero quel singolo esito: è uno schema ricorrente, che chiede un tipo di interruzione diverso da quello che una sola rassicurazione può offrire.
Riportare l'attenzione su ciò che hai davanti
L'ansia per il futuro si allenta più in fretta quando l'attenzione torna al prossimo passo concreto e alla tua portata, anziché allo scenario finale inconoscibile. Non per distrarti, ma perché il prossimo passo è l'unica parte del «futuro» su cui puoi davvero agire adesso.
Se l'ansia per il futuro è costante, si accompagna a sintomi fisici o coinvolge gran parte della tua vita invece di una situazione specifica, è uno schema che vale la pena affrontare con un terapeuta, senza gestirlo da solo.
Se la tua mente continua a correre verso un futuro che ancora non puoi controllare, OLENRI può aiutarti a riportarla su ciò che hai davanti oggi. Scopri come funziona →