Perché non è la stessa cosa del vero ottimismo
Il vero ottimismo fa spazio a un'emozione difficile e trova comunque una strada per andare avanti; la positività tossica salta a piè pari l'emozione difficile, trattando la sua stessa presenza come il problema da correggere, invece di qualcosa che merita prima di tutto di essere riconosciuto.
Le frasi che chiudono una conversazione invece di aiutare
Frasi come «tutto accade per una ragione» o «solo vibrazioni positive», dette di fronte al dolore vero di qualcuno, trasmettono che quell'emozione non è la benvenuta, e le persone tendono a smettere di confidarsi invece di sentirsi meglio.
Perché spesso la rivolgiamo anche a noi stessi, non solo agli altri
La positività tossica non è solo qualcosa che gli altri ti fanno: molte persone la applicano a se stesse, sentendosi in colpa o «ingrate» per il solo fatto di provare un'emozione difficile, e aggiungendo così un secondo strato di malessere a quello di partenza.
Cosa aiuta davvero
Riconoscere con precisione un'emozione difficile, senza correre subito a ripararla o a rileggerla in chiave positiva, tende a farla passare più in fretta della positività forzata: l'emozione può essere elaborata, invece di restare semplicemente soffocata sotto una superficie allegra.
Questo non è un discorso contro l'ottimismo o la gratitudine, che sono davvero preziosi: riguarda in particolare la pressione a saltare del tutto le emozioni reali, che tende a ritorcersi contro invece di aiutare.
Riconoscere questo schema in generale è una cosa. Accorgerti di dove lo stai applicando a te stesso, proprio ora, su qualcosa di preciso, è la domanda più utile e più personale, e OLENRI può aiutarti a restarci accanto con onestà. Scopri come funziona →