Conoscere se stessi

Trauma transgenerazionale: come si trasmette davvero

Il trauma transgenerazionale non è una metafora: sono modi di reagire, convinzioni e reazioni che passano da genitore a figlio, spesso senza che nessuno dei due se ne accorga. Ecco come funziona davvero.

Il trauma transgenerazionale è la trasmissione ai figli del dolore, della paura o delle strategie di difesa che un genitore non ha elaborato. Non avviene per vie misteriose, ma attraverso ciò che un genitore ferito mostra con l'esempio, insegna come normale o è troppo sopraffatto per offrire, e che la generazione successiva assorbe semplicemente come «il modo in cui vanno le cose».

Perché sul momento raramente sembra un trauma

Un genitore che ha imparato che mostrare le emozioni è pericoloso, o che fidarsi porta sempre delusione, tende a trasmettere questa lezione come un normale consiglio educativo o come una regola familiare mai dichiarata, non certo come «questo è il mio trauma». Ecco perché di solito resta invisibile finché, da adulti, non ci si confronta con qualcuno cresciuto in un'altra famiglia.

I modi concreti in cui si trasmette

Passa attraverso l'esempio diretto (un bambino impara a gestire le difficoltà come le gestisce il genitore), attraverso insegnamenti espliciti («non fidarti delle persone», «non mostrarti debole») e attraverso ciò che un genitore non ha potuto dare perché le sue energie erano già consumate dal sopravvivere alla propria storia.

Perché può toccare in modo diverso fratelli e sorelle

Nella stessa casa ogni figlio può uscirne in modo molto diverso, perché il trauma transgenerazionale si intreccia con il ruolo di ciascuno nella famiglia, con il suo temperamento e con gli schemi del genitore che ha assorbito di più. Non è una dose uguale per tutti.

Che cosa interrompe davvero lo schema

Dare un nome ad alta voce a una convinzione o a una reazione ereditata, riconoscendo «questo non è mio, è ciò che ho imparato», è di solito il primo passo concreto. Gli schemi che restano inconsapevoli si ripetono in automatico; quelli che hanno un nome diventano qualcosa su cui puoi davvero scegliere.

Questo descrive un modo in cui si trasmettono gli schemi, non uno strumento per fare diagnosi o dare la colpa a un genitore, che con ogni probabilità è stato a sua volta plasmato da schemi che non ha scelto. Comprenderlo serve ai tuoi prossimi passi, non ad attribuire colpe risalendo lungo la linea familiare.

Riconoscere il concetto generale di trauma transgenerazionale è un inizio. Dare un nome a uno o due schemi specifici che puoi davvero rintracciare nella tua famiglia, senza ripercorrere l'intera storia familiare in una volta, è il passo più impegnativo e più utile. Dai un nome al tuo schema, con OLENRI