Perché spesso passa inosservato o viene scambiato per altro
Poiché non esiste un singolo episodio a cui ricondurlo, il trauma complesso viene spesso scambiato per un tratto della personalità, per ansia o per depressione. Il segnale distintivo è di solito la combinazione dei sintomi e il fatto che affondino le radici in un periodo prolungato, non in un solo evento.
La difficoltà a regolare le emozioni, una caratteristica centrale
Sentire le emozioni come improvvise, travolgenti e difficili da far rientrare, invece che come onde gestibili, è uno dei segnali più costanti. Un sistema nervoso sopraffatto ripetutamente fin da piccoli spesso non ha avuto modo di sviluppare una regolazione stabile.
La convinzione negativa su di sé che lo accompagna
Un senso profondo e difficile da scalfire di essere sbagliati, danneggiati o indegni, indipendente da qualsiasi errore specifico, si sviluppa spesso quando il danno era continuo e arrivava da chi avrebbe dovuto offrire protezione. Per questo la convinzione sembra un fatto, e non una ferita.
Perché le relazioni sembrano insieme indispensabili e pericolose
Un'oscillazione tra il desiderio di vicinanza e la difficoltà a fidarsene, o la tendenza a evitare del tutto le relazioni oppure a lasciarsene assorbire in fretta, riflette spesso un sistema nervoso che ha imparato che il legame può essere sia fonte di conforto sia fonte di danno.
Questa è la descrizione di uno schema, non uno strumento di autodiagnosi: il trauma complesso (talvolta indicato come CPTSD) è una condizione reale e trattabile, che va valutata e seguita da un terapeuta con esperienza specifica in questo campo e che di solito richiede un approccio diverso dalla sola terapia di parola tradizionale.
Riconoscere lo schema generale è un punto di partenza. Dare un nome al periodo o alla relazione da cui nasce davvero è il passo successivo, più difficile e più utile, e aiuta farlo in uno spazio che non ti metta fretta. Risali alle radici, con OLENRI