Perché la calma può sembrare meno sicura di un leggero stress
Una vigilanza costante, anche se lieve, può iniziare a sembrare lo stato normale e «sicuro», semplicemente perché è familiare. Così la vera calma viene percepita come qualcosa di sconosciuto e quindi sospetto, invece che come il sollievo che in realtà è.
Dove si impara di solito
Crescere in una casa imprevedibile, uscire da una relazione in cui ai periodi sereni seguivano le esplosioni, o attraversare una perdita importante e inattesa possono insegnare al sistema nervoso che il bello è spesso un preludio, non un punto di approdo.
Il rischio di autosabotaggio che ne deriva
Alcune persone creano inconsapevolmente proprio il conflitto o la distanza che temono, perché chiudere il periodo sereno alle proprie condizioni sembra più sopportabile che aspettare passivamente che finisca per mano di qualcun altro.
Cosa aiuta davvero a placarla
Riconoscere l'ansia come uno schema e non come una previsione («questa è una vecchia abitudine del mio sistema nervoso, non una nuova prova»), ed esercitarsi con intenzione a restare nei momenti belli senza cercare la fregatura, ridefinisce piano piano che cosa significa calma.
È una risposta appresa da esperienze passate reali, non un difetto di carattere né il segnale che qualcosa non vada davvero in questo momento. Se è persistente o intensa, un terapeuta esperto di ansia e regolazione del sistema nervoso può aiutarti a costruire una base diversa.
Capire lo schema generale aiuta. Dare un nome al periodo preciso in cui al «bello» è seguito qualcosa di brutto, quello contro cui il tuo sistema nervoso si sta ancora difendendo, è la parte più difficile, ma anche la più utile da guardare. Dai un nome a quel periodo, in OLENRI