Restare comunque

Perché resto in relazioni che mi fanno soffrire?

Raramente è questione di standard bassi: di solito dipende da quanto ti costerebbe davvero andartene e da quanto ti è diventato familiare quel dolore. Ecco cosa ti trattiene davvero.

Restare in una relazione che fa male raramente dipende dal non sapere come stanno le cose. Di solito è un insieme del costo specifico che l'andarsene farebbe scattare (solitudine, sconvolgimento, la perdita di una storia condivisa) e di quanto quel dolore ti sia ormai familiare, perché un dolore conosciuto può sembrare più sopportabile di un ignoto sconosciuto.

Perché un dolore familiare può sembrare più sicuro di un futuro ignoto

Una sofferenza prevedibile, per quanto brutta, almeno non riserva sorprese. Un futuro sconosciuto, anche migliore, porta con sé un'incertezza reale, e l'incertezza può far più paura di un dolore che sai già come attraversare.

Il ruolo dei momenti belli che ogni tanto tornano

Le relazioni in cui momenti davvero belli si mescolano al dolore sono più difficili da lasciare di quelle sempre negative, perché i momenti belli tengono viva la speranza che lo schema sia l'eccezione e non la regola.

Cosa temi davvero di perdere (di rado è solo l'altra persona)

Spesso sono l'identità condivisa, la routine, gli amici in comune o il futuro immaginato. Perdere tutto questo insieme, e non solo la persona, è ciò che fa sembrare l'andarsene più grande di quanto appaia dall'esterno.

La domanda che fa chiarezza

Se un'amica o un amico ti descrivesse questa stessa relazione nei dettagli, che cosa gli consiglieresti davvero di fare? La risposta è spesso più chiara per la situazione di qualcun altro che per la tua.

Lasciare una relazione che ferisce è davvero difficile e a volte è anche pericoloso a livello fisico o economico: è una cosa reale, non una scusa. Un terapeuta, una persona di fiducia o un centro antiviolenza (in Italia, il numero 1522) possono aiutarti a pensare ai prossimi passi in sicurezza, se la paura è parte di ciò che ti trattiene.

Capire in generale cosa ti trattiene è utile. Dare un nome alla UNICA cosa specifica che temi di più se te ne andassi, non la relazione in generale, è la parte più difficile e più preziosa da guardare. Dai un nome a quella paura, con OLENRI