Attaccamento sicuro: a proprio agio con la vicinanza e sereni con la distanza
Chi ha uno stile di attaccamento sicuro di solito sta bene nel dipendere dagli altri e nel essere un punto di riferimento per loro, non va nel panico davanti a una normale distanza e tende a comunicare i propri bisogni in modo diretto, senza metterti alla prova o ritirarsi.
Attaccamento ansioso: bisogno di rassicurazione e distanza vissuta come pericolo
L'attaccamento ansioso tende a leggere i normali spazi, come una risposta lenta o un umore più silenzioso, come il segno che qualcosa non va. Spesso porta con sé una forte spinta a cercare rassicurazioni, a volte più di quante un partner riesca a dare con costanza.
Attaccamento evitante: a proprio agio da soli e in difficoltà con troppa vicinanza
L'attaccamento evitante tende a dare molto valore all'indipendenza e può vivere come una pressione troppa intimità emotiva o troppe richieste di rassicurazione. Spesso porta a ritrarsi proprio quando la relazione comincia a chiedere di più.
Attaccamento disorganizzato: desiderare la vicinanza e temerla allo stesso tempo
L'attaccamento disorganizzato (o ansioso-evitante) unisce la spinta ansiosa verso la vicinanza all'istinto evitante di proteggersi da essa. Può tradursi nell'alternare, nella stessa relazione, momenti in cui si insegue e momenti in cui ci si ritrae.
Lo stile di attaccamento non è una condanna: è uno schema plasmato dall'esperienza, e le ricerche mostrano con costanza che può cambiare nel tempo, soprattutto grazie a relazioni (anche terapeutiche) che si comportano diversamente da come lo schema originario farebbe prevedere.
Leggere dei quattro tipi ti dà le categorie. Riconoscere quali momenti specifici delle tue relazioni sono lo schema che parla, e non la situazione presente, è la parte più difficile e più utile, ed è proprio ciò che OLENRI è pensato per aiutarti a distinguere. Scopri come funziona →