Pensiero tutto o niente sulle proprie prestazioni
Un progetto eccellente al 90% e imperfetto al 10% spesso, per un perfezionista, conta semplicemente come imperfetto: nel suo sistema di punteggio interno non esistono crediti parziali, e quindi quasi nulla è mai davvero abbastanza buono, indipendentemente dalla qualità oggettiva.
La procrastinazione che sembra l'opposto del perfezionismo
Iniziare qualcosa in ritardo o non iniziarlo affatto può essere perfezionismo sotto mentite spoglie: se non si può farlo in modo impeccabile, evitarlo del tutto protegge dal rischio di produrre qualcosa di imperfetto, e questo sembra più sicuro che provarci e restare al di sotto delle aspettative.
Perché lo standard riguarda la paura, non la qualità
Il perfezionismo ha spesso meno a che fare con la cura profonda per il proprio lavoro e più con la paura di ciò che un errore rivelerebbe, cioè che non sei capace quanto gli altri pensano. Per questo lo standard serve più a proteggerti che a migliorare il risultato.
Come si presenta un allentamento della presa
Consegnare di proposito qualcosa che sia «abbastanza buono» e osservare che cosa succede dopo, di solito niente che somigli alla catastrofe immaginata, è ciò che nel tempo riaddestra lo standard, molto più che cercare di ragionarci sopra in astratto.
Gli standard alti non sono il problema: il problema è quando vengono fatti rispettare con la paura e l'autopunizione anziché con una cura autentica per il proprio lavoro.
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